PITIRIASI ROSEA DI GIBERT

PITIRIASI ROSEA DI GIBERT 
                       

E’ una affezione cutanea benigna comune, presente in persone altrimenti sane, più comune in età giovanile (10-35 anni). 

Può comparire in tutto l’anno, anche se è più comune in autunno e primavera. 

Costituisce una piccola percentuale (es. il 2% ) delle visite ambulatoriali  dermatologiche. 

 
Aspetti clinici
 
Si presenta con una  lesione iniziale denominata “chiazza madre” (herald patch); chiazza rosea (da cui il nome) rotonda o ovalare, che si espande gradualmente  in pochi giorni fino a  2 -7cm. 

Questa lesione iniziale si può sviluppare in  qualsiasi parte del corpo anche se  più comunemente sul torace.

 

Numerose altre lesioni si verificano nei  giorni successivi (in 1- 4 settimane ): si ha eruzione di chiazze  eritemato-squamose, rosee, di forma pressoché ovalare, di qualche centimetro di diametro; con fine desquamazione e rugosità centrale ( aspetto detto “a carta da sigaretta”) e bordo squamoso ben delimitato.

 

La eruzione, bilaterale, coinvolge torace, schiena, addome, e a volte anche gli arti prossimalmente, risparmiando  viso, mani e piedi. L’asse delle lesioni può tipicamente correre parallelamente alle linee di tensione cutanea.

Raggiunge massima espressione  in una diecina di giorni.   

 

La PR può essere pruriginosa (1-3 casi su 4) nelle prime settimane.
Qualche paziente accusa lievi sintomi prodromici: malessere, affaticamento, cefalea, nausea ( o eccezionalmente febbre, artralgie e linfadenopatie).

Da alcuni pazienti  può essere riportata recente infezione del tratto respiratorio superiore.

 

La chiazza madre è assente o non notata in alcuni casi. La PR  può presentarsi con  varianti atipiche o può simulare altre affezioni.

Le lesioni o possono essere poche, grandi, e  presenti in una regione del corpo solitamente non affetta dalla PR; possono essere talvolta papulari, vescicolari, o purpuriche. 

Nelle prime fasi le chiazzette rosee  possono essere scambiate per altre lesioni (ad esempio, punture di insetti). La chiazza iniziale può imitare la  tinea corporis.

Eruzioni molto simili a quella della PR  possono verificarsi anche in associazione a farmaci ( acido acetilsalicilico, barbiturici, captopril, isotretinoina, chetotifene, metronidazolo, omeprazolo,  penicillamina, terbinafina, clonidina, ed altri ).

Decorso

La PR di solito risolve in 6-8 settimane; ma può durare alcuni mesi.

Si ritiene che le recidive si possono avere in meno del  3% dei casi. 
Con la sua risoluzione può essere osservata comparsa di pigmentazione post-infiammatoria
Eziologia 
La maggior parte dei casi di PR è sporadica, ma la  comparsa frequentemente  stagionale, il decorso clinico, la presenza occasionale di sintomi prodromici e altre considerazioni, come alcuni dati immunologici (ad es. sono state riscontrate immunoglobuline M (IgM)  anti-cheratinociti  associate con la fase dell’esantema), hanno suggerito il ruolo patogenetico di un agente trasmissibile, particolarmente virale, e  un ruolo dell’ herpesvirus umano (HHV-7 e HHV-6). Tuttavia, poichè HHV-7 si trova frequentemente in individui sani, il suo ruolo eziologico è controverso.

 

Comunque l’affezione non risulta essere contagiosa; familiari e compagni di scuola non sviluppano la malattia. Non è necessaria alcuna restrizione delle attività per la peersona colpita dalla PR.  
Trattamento
Il trattamento è inutile nella maggior parte dei casi, anche perché la PR è    una malattia a decorso autolimitante, senza sequele. 

Possono essere  adoperati topici per lenire e idratare la pelle. Sollievo sintomatico può essere dato in caso di prurito grave da antistaminici per via orale per il loro effetto sedativo.

   
Irradiazioni UV-B   possono alleviare il prurito; potendo tuttavia aumentare la incidenza di iperpigmentazione postinfiammatoria.

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