CUTE SENSIBILE

DERMATOLOGO UNIVERSITARIO PROFESSORE PIETRO SANTOIANNI NAPOLI

                         Attualità negli Studi in Dermatologia                        

       

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Cute sensibile

La cute sensibile è una cute suscettibile, intollerante e reattiva. Più frequente nelle donne, sembra costituire un problema molto minore per  gli uomini.

La espressione “cute sensibile” viene utilizzata ampiamente nella letteratura scientifica e questo problema è oggetto di numerosi studi in Dermatologia dai primi anni ’80.

Si riferisce ad un complesso di sintomi oggettivi e soggettivi in realtà  non ancora definitivamente standardizzati e identificati. Spesso è un disturbo puramente soggettivo, ma in grado di influire sulla qualità della vita. Non si tratta di un’espressione allergica, come è erroneamente opinione di molti.

Sintomi

Nei pazienti con cute sensibile il tipo e la qualita’ dei disturbi accusati variano. Esistono diversi tipi di cute sensibile, caratterizzati da:

comparsa di sensazioni di puntura, bruciore, tensione, secchezza, prurito, talora anche di dolore.

Molto spesso la pelle sensibile rappresenta una condizione di suscettibilita’ agli agenti esterni.  A stimoli fisici (radiazione ultravioletta, vento, freddo o caldo eccessivi), chimici (detergenti, cosmetici). Una qualche componente psicologica è sempre ben presente.

Diagnosi

La cute di questi soggetti:

è suscettibile se risulta piu’ predisposta alla influenza di fattori esogeni, correlati a probabili condizioni endogene.

è piu’ reattiva se registra marcata reazione vasomotoria, ad es. ad una  stimolazione meccanica. 

è intollerante se presenta predisposizione a reazioni avverse a quanto viene in contatto con la pelle, come cosmetici.

All’osservazione la cute sensibile non presenta anomalie. Solo a volte si accompagna anche a un qualche eritema, o può all’osservazione apparire fine, delicata e a volte molto lievemente desquamante.

Soggetti più sensibili

E’stata correlata la sensibilita’ ed iper-reattivita’ cutanea con il fenotipo : le persone con pelle chiara e fenotipo I e II sarebbero piu’ reattive ad alcuni agenti chimici irritanti e raggi UV. (Frosch e Wissing – 1982).

La cute sensibile alla fine degli anni ‘60 fu descritta nei pazienti gia’ affetti da eczema alle mani come una aumentata reazione cutanea ad agenti irritanti; con la interpretazione che la cute affetta da una patologia preesistente fosse piu’ facilmente reattiva ad una nuova noxa patogena.

In soggetti non affetti da patologie cutanee  il meccanismo potrebbe in qualche modo avere momenti in comune con quello che interviene nei soggetti atopici; più facilmente soggetti a dermatiti da contatto di tipo irritativo o allergico in quanto caratterizzati da una funzione di barriera cutanea deficitaria (dipendente tra l’altro da alterazioni qualitative e quantitative dei lipidi intercellulari dello strato corneo).

Eziologia

Nella cute sensibile  è diminuita la soglia di tolleranza, e sono aumentate sensibilità e reattività cutanee.

Ciò,per le attuali conoscenze, è spiegabile con un coinvolgimento delle terminazioni nervose  e della ricca rete nervosa cutanea, legato al rilascio di diversi neurotrasmettitori e neuropeptidi (sostanza P, polipeptidi vasoattivi (VIP) o  CGRP (calcitonin gene-related peptide),etc.); con la partecipazione di alcune endopeptidasi che controllano  l’interazione neurormone-recettore.

Tutti fattori che intervengono nella modulazione  del sistema immunitario cutaneo e della risposta infiammatoria, oltre che della crescita cellulare.

“E’ come se esistesse un dialogo continuo fra  pelle, cervello e nervi periferici, espressione di un’ interfaccia neuro-immuno-endocrina”  ritiene il prof. Fabio Ayala, della  Università di Napoli Federico II.

Certo giuocano un ruolo condizioni endogene, che sfuggono ad un precisa definizione, anche se probabilmente includono fattori endocrini, emozionali e stressogeni, anche come fattori temporanei.

Metodi di identificazione

La diagnosi è basata sui dati clinico-anamnestici e su prove semplici come quella con acido lattico (“stinging test”) e valutazioni di alcune funzioni della pelle (perdita di acqua transepidermica, etc),con misurazioni  noninvasive.

Per misurare la sensibilita’ e intolleranza sono utili  i seguenti test.

Test all’acido lattico o test di Ramette. Si spennella un solco naso-genieno con un batuffolo di cotone con soluzione acquosa di acido lattico (al 5%), e con acqua distillata la zona controlaterale come controllo. La comparsa di senso di bruciore  indica presenza di irritazione soggettiva, pur in assenza di qualsiasi tipo di reazione cutanea visibile.

La TEWL (transepidermal water loss) misura l’evaporazione attraverso la cute e la capacita’ cutanea a trattenere l’acqua. Risulta normalmente piu’ elevata nella cute sensibile. Il valore basale di TEWL puo’ essere predittivo di una suscettibilita’ ad una alterata risposta a uno stimolo irritante.

Per valutare la reattivita’ si  effettua  il noto test del dermografismo. Questo registra la reazioni vasomotoria ad una  stimolazione meccanica provocata  da una punta smussa fatta scorrere con maggiore o minore pressione sulla cute.

Studio individuale da parte del Dermatologo

Persone con cute sensibile variano non solo nei segni e sintomi, ma anche nel grado di sensibilità in rapporto a diversi siti anatomici.

Deve essere portata attenzione a fattori esogeni anche temporanei, a particolari condizioni ambientali (UV, vento, freddo, inquinamento). o anche a procedure cosmetiche aggressive precedenti.

Tuttavia è da tener presente che una larga parte dei cosmetici ( idratanti,etc.) per il viso e’ composto da prodotti specifici per pelle sensibile.

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